PREMESSA

Di san Benedetto da Norcia (480-547) si è parlato e si parlerà sempre. È uno di quegli uomini che hanno lasciato una traccia indelebile nella storia della Chiesa e della civiltà umana. La sua vita è conosciuta quasi esclusivamente attraverso il racconto di san Gregorio Magno († 604). Ma è soprattutto dalla Regola che scopriamo il suo animo e la sua forte personalità. Nella Regola si enunciano princìpi e valori che hanno enorme importanza per la formazione dell’uomo, di ogni uomo e, quindi, della società di tutti i tempi. Molte sue idee, molte sue intuizioni, scaturite dalle pure fonti del vangelo, sono passate in questi ultimi quindici secoli dal piano teorico al piano operativo; e non solo nei monasteri, ma anche all’interno della società civile, nella religiosità di molti popoli occidentali. L’Europa – che lo invoca come Padre e Patrono – gli è debitrice in modo del tutto speciale. Dall’originale latino della Regola siamo passati alla sua traduzione italiana, superando non lievi ostacoli. In questa traduzione abbiamo preferito procedere con una certa libertà, preoccupati soprattutto di rendere intelligibile il pensiero di Benedetto all’uomo di oggi. I sottotitoli, da noi aggiunti al margine del testo, riassumono il contenuto e ne costituiscono talvolta un commento. Un piccolo dizionario in appendice raccoglie e spiega alcuni termini tecnici, difficilmente comprensibili da chi non vive nel clima benedettino. Questo volumetto, che – sulla scia del vangelo – esprime e condensa una spiritualità limpida e vigorosa, possa non solo contribuire a far comprendere l’esperienza monastica, ma anche offrire un manuale pratico a quei cristiani che vogliono vivere quotidianamente il messaggio che rivolge loro il Cristo, eterno contemporaneo. Il tutto è facilitato ora che abbiamo posto ai lati, già dalla 4a edizione, le date per leggere tutta la Regola due volte all’anno

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