LA CHIESA

La facciata, nella sua semplicità, ha conservato l’aspetto originario evidenziato dal protiro del Quattrocento e dalle formelle decorative goticheggianti, in cotto invetriato, che seguono la linea dello spiovente del tetto.

La forma lobata della grande finestra è del ‘700 e l’attuale affresco della lunetta del protiro è del Volpi, che nell’Ottocento aveva fatto lo strappo dell’originale.

 

 

 

 

L’INTERNO DELLA CHIESA

Entrando nel luogo sacro, sarà bene ricordare la presenza del SS. Sacramento, centro e motivazione di strutture e di arte, come in ogni Chiesa Cattolica.

L’estesa decorazione delle volte e delle pareti,è una pregevole opera barocca, affrescata pero’ ancora sulle strutture murarie del gotico originario, restate sostanzialmente intatte,come testimoniano i due archi a sesto acuto.

Tra il 1725 ed il 1731, il bresciano Abate D. Flaminio Marini chiamo’ i pittori di ornato e di architettura, Giacomo Lechi,Giuseppe Castellini di Monza, e Giovanni Battista Sassi di Milano, pittore di figure, per abbellire la Chiesa.

Le vetrate della facciata e della navata, sono dell’Olivetano D. Ambrogio Fumagalli.

Sulla parete destra, è di Grazio Cossali il grande quadro delle Nozze di Cana, firmato e datato 1608. Fu commissionato per il refettorio ed ha coperto per parecchio tempo il grande affresco della Crocifissione.

A sinistra si affaccia alla navatella la serie delle Cappelle. E’ bene tener presente che in esse predomina l’opera pittorica del Sassi.

 

In ordine le Cappelle:

1-La SS. Trinità con il trionfo della Croce.

 

2-Pala del Moretto con S. Pietro e S. Paolo; ai lati: Quo Vadis Domine? e S. Paolo di fronte al Dio ignoto.

 

3-Madonna del Rosario; ai lati: Annunciazione e Visitazione.

 

4-Pala di incerta attribuzione raffigura il S. Bernardo Tolomei fondatore della Congregazione Olivetana; ai lati: il S.B ernardo assiste gli appestati a Siena e, il S. Bernardo risuscita un operaio caduto da un’impalcatura durante la costruzione di Monte Oliveto. Altri episodi della vita del Beato sono raffigurati nei quattro medaglioni in monocromia nella campata antistante alla Cappella.

 

5-Pala di S. Francesca Romana, fondatrice delle Oblate Olivetane di Tor de’Specchi e S. Benedetto in Gloria; ai lati S. Benedetto risuscita un morto e martirio di S. Mauro e S. Silvia.

 

6-Finte architetture. Nella parete in capo alla navatella, in urna  ottogonale, il simulacro di Maria Bambina, particolarmente venerata dagli Olivetani.

 

NEL PRESBITERIO è di ottima fattura l’altare firmato e datato 1688 nella cartella del lato destro. Sulle pareti si fronteggiano due cantorie sopra le quali, a destra c’è la mostra delle canne dell’organo e a sinistra è affrescata la scena di S. Cecilia all’organo.

 

ABSIDE E CORO.  Al centro dell’abside pala con la Madonna e i Santi Nicola e Benedetto; ai lati i due medaglioni in stupenda incorniciatura, con miracoli di S. Nicola.

 

 

 

 

 

LA SACRESTIA.

Varcata la meravigliosa porta intarsiata, attribuita all’Olivetano fra Raffaele da Brescia, ci si offre una sacrestia nella quale, dove non ci sono armadi di pregevole fattura, ci sono affreschi.

Tra le due finestre, un affresco la cui attribuzione è molto discussa(Romanino?Brescianino?)rappresenta la Madonna ed il Bambino con S. Benedetto e S. Nicola; l’incorniciatura è del Sassi, ”firmata” con la stupenda testa di Angioletto.

Al centro la SS. Trinità adorata da S. Benedetto, dal B. Bernardo Tolomei, S. Scolastica e S. Francesca Romana.

 

Nelle undici lunette episodi di vita di S.Benedetto:

1 S.Benedetto abbandona Roma accompagnato dalla nutrice.

2 S.Benedetto rinsalda il capistero.

3 S.Benedetto riceve l’abito eremitico dal Monaco Romano.

4 Il demonio rompe la campanella.

5 S.Benedetto istruisce i contadini.

6 S.Benedetto supera la tentazione lussuriosa avvolgendosi tra i rovi.

7 S.Benedetto restituisce al Goto il roncone caduto nel lago.

8 Il discepolo Mauro salva Placido camminando sulle acque(miracolo dell’obbedienza).

9 S.Benedetto abbandona Subiaco.

10 S.Benedetto scopre la finzione del re goto Totila.

11 S.Benedetto accoglie Totila.